Cosa ho imparato in Giappone

Qualche tempo fa mi sono fatto una promessa: imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, fare in modo che ci sia sempre una lezione da portare a casa e da assimilare prima di andare a letto. All’inizio è stata dura, si vive “di fretta”, spesso in maniera superficiale e per trovare qualcosa che vale la pena tener a mente bisogna saper osservare con attenzione quello che ci circonda.
Alla prima occasione utile, ho provato ad applicare questa idea ai miei viaggi. Sono stati mesi in cui mi sono “mosso meno”, per cui quella in Giappone è stata l’occasione giusta. Peccato -si fa per dire- che la terra del sol levante sia un luogo che ti distrae, che ti assorbe totalmente e ti fa perdere anche le abitudini che conservavi fino a qualche giorno prima della partenza. Cosi per non mancare al mio impegno giornaliero, ho iniziato una mini rubrica su Facebook su quello che imparavo mentre ero in giro. E al rientro mi sono preso la briga di metterle tutte in una gallery, così da scorrerle più rapidamente; a queste aggiungerei ancora qualche lezione, magari più banale, ma che è giusto segnare per non perderle nel dimenticatoio:

  • la mia compagna di viaggio inizia a perder colpi, se devo anche controllarle le prenotazioni delle sistemazioni;
  • i manga dell’Uomo Tigre e Goldrake vendono più che quelli dei cartoni recenti;
  • il sushi preso da Lawson (una catena simile al 7Eleven) non è affatto male;
  • una puntura sul culo può far più male di un ago in un dito;
  • i giapponesi sono dei fenomeni con i canali d’acqua;
  • i programmi televisivi in Giappone non hanno gusto;
  • ci sono carpe lunghe più del mio avambraccio (si potranno mangiare?).

Per scoprire quelle pubblicate direttamente dal Giappone, cliccate sulla gallery qui sotto…

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