Un weekend a Levanto, alla scoperta delle cinque terre

Ho sempre avuto un debole per le città di mare, meglio se piccoli paesini lontani dalla frenesia dei grandi centri urbani. Visti i presupposti, la proposta di un weekend a Levanto ha trovato ovviamente terreno fertile su cui attecchire. Tuttavia mai avrei immaginato che dai due giorni passati in Liguria avrei riportato a casa come souvenir non una specialità enogastronomica nè una cartolina, ma una grande lezione tutt’altro che scontata.

Levanto è la “porta delle Cinque Terre”: per chi viene da nord, è sicuramente il miglior approdo possibile. Una città accogliente, in cui tutti si conoscono e si scambiano sorrisi: viene facile sentirsi a casa e, a essere sincero, la voglia di metterci le radici è una delle prime sensazioni che ho avuto.
Per il mio soggiorno in Liguria avevo pianificato un classico tour per le Cinque Terre; ad arricchire il programma ci ha pensato Silvia con i suoi preziosi consigli che, manco a farlo apposta, sembravano studiati proprio in base ai miei gusti e che comprendevano escursioni a piedi e tanto relax. Grazie a questi suggerimenti ho scoperto una Liguria diversa da come me l’aspettavo, meno turistica e assolutamente attraente.

Riomaggiore

Con un comodo treno da Levanto sono partito alla volta di Riomaggiore, il paese più a sud delle Cinque Terre, che sembra lottare quotidianamente con il mare per restare arroccato lì sulla roccia. La vista dall’alto merita lo sforzo della salita: le stradine disegnano un labirinto facile da risolvere e proteggono scorci sul mare riservati ai più curiosi. A separare Riomaggiore da Manarola ci sono pochi minuti di treno o la via dell’amore, un sentiero sul mare che per mia sfortuna ho trovato inaccessibile. Da qui ho proseguito in bus per Volastra e poi a piedi lungo un sentiero circondato da vigneti e alberi da frutto che, a mio parere, crescono rigogliosi anche grazie alla posizione privilegiata sul mare, con tanto di vista panoramica.

Escursione Cinque Terre

In un’ora si raggiunge Corniglia e, se state seguendo il mio itinerario, arriverete giusto in tempo per il pranzo che da queste parti vuol dire focaccia in tutte le sue declinazioni. L’alternativa a visitare Vernazza si è palesata con una proposta “che non si può rifiutare”: escursione in bici elettrica per Monterosso con degustazione di vini della cantina Buranco. La pedalata assistita rende il tragitto piacevole, i vini e lo sciacchetrà daranno quel tocco di allegria che non guasta mai.

Tornerete a casa soddisfatti, ve lo assicuro, e se per i meno allenati la stanchezza è un problema insormontabile, prendetevi un giorno per rilassarvi a Levanto, come ho fatto io nel secondo giorno di permanenza in Liguria. Un paio d’ore su una panchina del lungomare sono il miglior modo per riposare e mettersi in pace col mondo. Il tempo, scandito dal rumore delle onde, passa osservando le persone pedalare da nord a sud lungo la costa che nasconde meravigliose insenature riservate a chi è abbastanza audace da percorrerla con calma e attenzione.

Levanto

Non sono paesaggi comuni, non tutti possono godere di spettacoli del genere: questo posto a sud della Liguria fatto di paesini arroccati a ridosso del mare, di tavole e piatti invitanti e acque cristalline che passano a pieni voti l’esame dell’ospite più esigente è un luogo che ci invidia tutto il mondo e che chiunque vorrebbe a due passi da casa. Questo posto si chiama Cinque Terre e questo weekend mi ha insegnato una lezione importante: non serve a molto percorrere tanti km per rincorrere la bellezza quando ce l’hai a due passi da casa. Bisogna saperla riconoscere anche quando è così palese, e questa non è poi una lezione troppo scontata.

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