Racconti vietnamiti: il viaggio notturno in treno, destinazione Ha Long Bay

Succede sempre così: i viaggi più lunghi sono quelli che solitamente non trascrivo e non basterebbe un blog intero per raccontare tutto quello che ho fatto d’estate negli ultimi due anni. Ero rimasto a Sapa, che di questi racconti vietnamiti è la tappa che più mi è piaciuta: poi un lungo break per dedicarmi ai post del viaggio di dicembre, ma non posso non scrivere di Hanoi, del viaggio notturno in treno e di quanto sia fantastica Ha Long Bay.

Ma partiamo da principio…

Per raggiungere Hanoi da Lao Cai, mi sono “sparato” una bella notte in treno che, quando me l’hanno proposto, ho accettato entusiasta, senza immaginare a quanto sarebbe stato strano. Non capita spesso di rinchiudersi in quattro mq con altri quattro sconosciuti, sapendo di doverci passare la notte, condividendo l’aria e l’intramontabile odore di piedi che solo i ragazzi che vengono dalle scarpinate di montagna possono portare come souvenir. Sei quasi costretto a una serie di formalitá a cui ormai non siamo più abituati: frasi del tipo Come ti chiami, da dove vieni, dove vai sembrano strane soprattutto per me che durante il viaggio faccio fatica ad attaccare bottone con gli sconosciuti. Ma viaggiare è bello anche per questo.

Raffaele Angelillo Vietnam

Mentre soggiornavo nella mia cuccetta molto vintage, non facevo che ripensare al film “Il treno per il Darjeeling” e a quanto fosse simile il clima che si respirava sulla carrozza, inserviente esclusa ovviamente (solo chi ha visto il film può capire a cosa mi riferisco). Ben inteso, nulla a che vedere con i treni indiani: il letto nelle versioni vietnamiti è molto comodo e confortevole e le caramelle sono solo la chicca di un servizio ineccepibile.

Ci si impiega tutta la notte: arrivare alle prime luci dell’alba è una soluzione perfetta se siete di quelli che ottimizzano ogni minuto. Hanoi (per gli amanti dell’etimologia, ha fiume e noi dentro, letteralmente “dentro al fiume”) è la classica città che “non dorme mai”: scontato ma vero, alle cinque del mattino ci sono così tanti scooter in giro che il rumore dello scoppiettare dei motori misto ai clacson diventa una fastidiosa colonna sonora in sottofondo. Ci sono sette milioni di abitanti e un numero almeno doppio di scooter, a mio parere.

Il primo incontro con la capitale è stato fugace, giusto il tempo di un caffè vietnamita (senza sapere che, da li a qualche giorno, me ne sarei perdutamente innamorato) e poi in bus fino al porto di Bai Tam Marine in cui mi sarei imbarcato per una splendida mini crociera tra gli isolotti di Ha Long Bay. Per chi fosse interessato, i dettagli del percorso e la compagnia che organizza il tour a questo link. Dei due giorni passati in barca ricordo ancora lo stupore nel vedere un panorama che è unico nel suo genere: sembra di essere su un set, chissà se qualcuno non ci abbia davvero girato qualcosa. Le attività proposte sono solo piccoli break da alternare alla piacevole sensazione che solo il cullare delle onde può offrire: l’escursione in kayak è raccomandatissima, munitevi di protezione e di una macchina fotografica waterproof, c’è davvero tantissima roba da vedere e fissare nei vostri scatti.

Incontrerete di sicuro frotte di turisti, l’acqua non è sempre limpida come si vede in foto, i venditori ambulanti attrezzano le loro imbarcazioni in veri e propri negozietti galleggianti, pronti ad affiancare qualsiasi nave abbia bisogno di “fare la spesa”: è lo scotto da pagare, non ci fate troppo caso, l’esperienza ha un valore ben più alto.

 

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