Israele: appunti su Tel Aviv e dintori

Quello in Israele non è stato un viaggio facile. O meglio, non è stato facile decidere di partire. Erano passati pochi giorni dall’attentato a Gerusalemme e la situazione era ancora confusa: a fidarsi dei Tg e dei giornali, spesso si finisce col chiudersi in casa e non uscire nemmeno per andare a lavoro. Nelle settimane precedenti leggevo l’inverosimile, guardavo il sito della Farnesina e di Viaggiare Sicuri sperando di non trovare aggiornamenti nefasti; leggevo anche qualche blog israeliano di ragazzi che, benché preoccupati, lasciavano che la loro vita trascorresse nella maniera più rilassata e serena possibile. Probabilmente sono stati loro, “i colleghi virtuali”, a darmi quella spinta che mi serviva per chiudere la valigia e prendere il volo per Tel Aviv. E a scegliere di andare comunque a Gerusalemme, benché con un tour organizzato.
Sono sempre stato razionale su tutto. E col senno di poi, posso dire che il mio non è stato un viaggio azzardato. Il tempo passato in questa regione è stato piacevole e ricco di sorprese, alcune delle quali mi hanno lasciato davvero senza parole.

Tra le note positive ci metto in prima fila la capitale: Tel Aviv è una metropoli ben studiata, molto moderna e in continuo aggiornamento. Non mi meraviglierei di trovarla tra qualche anno completamente cambiata, visto il numero di cantieri che sembrano spuntare come funghi dopo la pioggia. Una città che corre, nel vero senso del termine: la gente va veloce sia di mattina, magari mentre si dirige a lavoro in uno dei grattacieli che disegnano lo skyline di Tel Aviv, sia di sera, sul lungomare che porta fino a Jaffa. Li vedi lì sudati ma costanti, passare davanti ai ristoranti e ai chioschi che emanano profumi da paralisi e magari fermarsi nelle zone attrezzate sulla spiaggia per fare esercizi e stretching a due metri da dove io, con aria soddisfatta, divoravo l’ennesimo pezzo di kebab. Loro sono un esempio di sportività, devo ammetterlo, e per sfogare la loro voglia atletica, a disposizione dei cittadini lasciano illuminati fino a tarda sera campi da beach volley e credetemi se vi dico che, complice i venti gradi serali di novembre, di gente che gioca ne ho vista davvero tanta.

Donne Israele

Mentre al cibo dedico un post a parte, sui consigli più pratici metto di seguito un elenco base, giusto come primo orientamento al viaggio:

  • l’aeroporto dista mezz’ora di taxi dal centro città di Tel Aviv. Costa circa 150/160 nis: lasciate che il meter segni la tariffa corretta. L’alternativa sono i bus (tariffa non pervenuta) e i treni a 15 nis. Se arrivate di sabato, gli unici a essere attivi sono i taxi e gli shuttle organizzati;
  • prendete una sistemazione sul mare: lungo la spiaggia ci sono diversi locali e si concentra buona parte della vita notturna della città;
  • andate a piedi o, se volete andare più spediti, affittate le bici. Le tariffe partono da 17 nis per la prima mezz’ora fino a 100 nis per l’intera giornata. Il lungomare ha una pista ciclabile molto utilizzata da bikers, skaters e amanti dei mezzi elettrici (monocicli come se piovessero);
  • provate i chioschetti di strada: molti vendono concentrati e succhi di frutta, ma ci sono anche in versione café o piccoli bistrot;
  • prendetevi del tempo per guardare un tramonto sul mare: da questo punto del Mediterraneo lo spettacolo è garantito.

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