Racconti vietnamiti: Sapa!

Sono ritornato sui miei appunti dopo qualche mese con l’intento di trascrivere qualcosa sul Vietnam: la zona nord al confine con lo Yunnan mi é sembrato un buon punto da cui partire. Se hai appena passato una settimana un po’ scomoda in Cina, rischi di percepire Sapa come il piú bel posto al mondo. Non che sia brutta, ma é palese che da queste parti ai turisti ci sono abituati da tempo. E quello che sembra all’inizio accogliente e familiare diventa in fretta preparato e artificiale. La cittadina è carina e ben tenuta, tuttavia le lunghe vie di negozi con attrezzatura da trekking “a saldo” e i ristoranti dalle cucine piú disparate sono un segno evidente che il turismo di massa qui è arrivato già da tempo (per buona pace di chi continua a definirla autentica e selvaggia). A guardare il laghetto che fa da cornice agli hotel disposti a schiera sulle sue sponde, mi verrebbe da dire che Sapa é la Madonna di Campiglio del Vietnam, con meno hotel di lusso e piú frichettoni in giro. Non é un ambiente da disprezzare, ci si abitua subito al contesto e si fa in fretta ad attaccare bottone con i backpackers in sosta. Probabilmente l’aspetto piú triste sta nel vedere una schiera a tratti infinita di donne e bambine hmong vendere braccialetti e cappellini all’uscita di ogni locale, con un’insistenza degna del miglior venditore: la solita legge della domanda e dell’offerta, che in alcuni paesi è complice nel generare situazioni così degradanti.

SAPA VIETNAM

Qui terminano gli aspetti negativi di circostanza: meglio partire con le note dolenti e lasciare il bello alla fine. Già perchè Sapa è sicuramente un luogo positivo, immerso nella natura  e che offre ai visitatori panorami che sono vera goduria per gli occhi. Avere una guida locale rimane la miglior scelta possibile: vi riempirà di storie (alcune un po’ romanzate a dir il vero), vi farà provare sentieri poco battuti dai gruppi organizzati e vi saprà consigliare per il prosieguo del viaggio. La mia, poi, aveva un certo debole per le storie incentrate sulle patate dolci e con me aveva gioco facile, visto il mio debole per il “tubero fritto”.

Le risaie intorno sono bellissime e non esagero dicendo che è stato il posto più panoramico che abbia mai visto. Terrazzamenti ovunque separati da stradine spesso fangose che delimitano i villaggi; la popolazione hmong conta quasi 56 etnie diverse che vivono nei territori montuosi a ridosso dei confini cinesi meridionali: non c’è da sorprendersi delle differenze tra paesi vicini, spesso ogni villaggio ha costumi e tradizioni uniche.

SAPA RICE TERRACEIl cibo da queste parti è delizioso, sia quello servito nei ristoranti, dai sapori decisamente più europei, che quello offerto dai local. Anche le panetterie, che sono state la scoperta di questo pezzo di viaggio, non hanno nulla da invidiare alle nostre: in questo caso l’influenza della dominazione francese si è fatta sentire non poco.

Sapa è il miglior punto da cui incominciare il mio racconto vietnamita e, a voi che state pensando al Vietnam come prossima meta, il miglior gate verso i territori meridionali.

4 pensieri su “Racconti vietnamiti: Sapa!

    1. Ciao, l’itinerario l’ho studiato personalmente: arrivavo dalla Cina, non è stato un viaggio “standard”. Sul posto ho prenotato una guida tramite un’agenzia Vietnamita: è molto utile se si ha poco tempo e si vuole girare perle risaie senza perdersi!

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