Itinerario Irlandese – 18.540 passi nonostante la pioggia

Totale 14,4 km in 3 ore e 29 min. Orientativamente (molto orientativamente) 964 calorie bruciate: peccato non tenga conto del freddo e della pioggia ma posso stabilire con relativa certezza che almeno 5 pinte di Guinness le ho consumate.

Uno dei luoghi comuni più diffusi è che nei paesi britannici piova sempre. Bene, direi che occhio e croce non ci si discosta troppo dalla realtà. E se non credete a me, dovreste vedere il cartello in ostello che mi ha dato il benvenuto: “Not raining, yet”, in bella mostra in reception. Quando esce un po’ di sole, a Dublino si risvegliano tutti. Tuttavia, il meteo non è stato così clemente col sottoscritto: almeno qualche goccia dovevo proprio assaporarla. Non parliamo di una tempesta, ma piuttosto di quella fitta pioggerellina che pare confondersi con l’umidità: due ore dopo di ritrovi fradicio e non capisci nemmeno il motivo. Poco male, in un giorno di pioggia, la città offre fin troppe di cose da fare: la conclusione è che corri più di quanto immaginavi e non capisci precisamente se l’acqua che hai addosso venga da fuori o dentro i vestiti. Il mio elenco parte dalla doverosa visita allo stabilimento della Guinness: con una giornata uggiosa del genere è consigliabile risvegliare gli animi a suon di birra!

Chester Beatty Library

  • Guinness Storehouse; un mese prima ero all’Heineken Experience, il confronto è venuto spontaneo. Sinceramente preferisco la versione irlandese, più slow e molto meno trafficata: si riesce a godere a pieno delle attrazioni multimediali che vengono proposte (e, detto tra noi, la birra è decisamente migliore).
  • Chester Beatty Library; mica male per essere gratis! Il sig. Beatty era un viaggiatore DOC e i suoi souvenirs erano libri. Così tanti e così pregiati che volle metterli a disposizione del pubblico. Alla sua morte, il governo irlandese ha deciso di prendersene cura, mantenendo le sue volontà e lasciando che la fruizione rimanesse free. Diciamo un primo progetto ben riuscito di Creative Commons.
  • Stephen’s Green Shopping Centre: meglio programmare lo shopping durante una giornata di pioggia, non credete? Questo centro commerciale accanto al uno dei ristoranti che più preferisco sperimentare quando sono all’estero (WAGAMAMA n.d.r.) è un buon modo per asciugarsi scorrendo le vetrine, magari facendo un salto al Carroll’s, un’istituzione in fatto di souvenir (un p.d.m., per chi sa di cosa parlo).
  • Georges Street Arcade; scoperta mentre tornavo in camera, questa galleria piena di bancarelle e negozietti molto “cheap” ha la particolarità di essere tra i mercatini più vecchi d’Europa, oltre che ad essere piena di videogiochi vintage: avete mai giocato a Super Mario su una macchinetta old style?

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