Sul perchè viaggio

Scrivere del perché si viaggia, del motivo per cui tanti hanno più bisogno di prendere un volo che di mangiare, è qualcosa di cui sentivo davvero il bisogno. Rifletto spesso su cosa scatta nella mente bacata di una persona nell’istante in cui pigia l’invio per l’ennesima transazione verso chissà quale offerta aerea. E soprattutto, perché alla prima esperienza ne fa seguire innumerevoli altre.

Guardandolo da fuori, dai racconti di chi “ci è passato”, un viaggio sembra qualcosa di nefasto, che ti tiene teso, ti sfinisce, mette  dura prova i nervi ed io stesso, che ultimamente qualche km in più lo sto facendo, spesso ho desiderato la tipica vacanza rigenerativa da “bagnoasciuga a 5 metri” (ormai celebre la mia citazione “prossimo anno, Porto Cervo”). Ma non tutti sono concordi con questa versione; per altri (i viaggiatori con la “V” maiuscola) è un’esperienza mistica, ultraterrena, che ti mette in pace col mondo: vai poi a verificare se, tra questi, siano più quelli che si spostano realmente rispetto a coloro che se la raccontano dietro una scrivania. Alla resa dei conti, capisci che è più comodo dire che ami viaggiare che farlo nella pratica.

Ma il punto non è questo…

Non sono mai riuscito a comprendere il motivo, lo stimolo o, più banalmente, dove si trovi l’ispirazione verso una determinata meta. Parlandone in giro, alla domanda “perchè viaggi?” vengono spesso fuori frasi  plausibili e comprensibili, ma tremendamente scontate quanto un 3×2 di un supermercato.

Allora mi sono fatto la stessa domanda: viaggio per guardare quello che non posso trovare vicino casa.

Viaggio perchè ci sono delle cose uniche al mondo che vale la pena vedere almeno una volta nella vita.

Viaggio perchè alcuni spettacoli non sono per tutti.

Viaggio perchè non ho bisogno di un ulteriore timbro sul passaporto, ma di scoprire dal vivo quello che troppo spesso ho guardato solo sulle copertine patinate delle riviste di viaggio.

Magari con un esempio mi riesce meglio…

Dove altro potrei vedere la Toure Eifeil se non a Parigi? Dove altro potrei gustare il Porto se non in Portogallo? Il quale altro luogo posso navigare su un fiume sotterraneo se non a Palawan? Gli esempi sono molteplici ed è anche per questo che non mi sento di escludere nessuna meta a prescindere: qualsiasi posto ha qualcosa che lo rende unico, basta solo impostare delle priorità visto che sull’onnipresenza non si può proprio contare e che troppi voli all’anno rischiano di sminuire l’importanza del viaggio stesso.

Ma la domanda rimane, e questo post non vuole che essere un invito a rispondere: perchè viaggiate?

 

13 pensieri su “Sul perchè viaggio

  1. Ciao Raffaele, bellissimo post.
    Anche io mi sono posta tante volte questa domanda ma non è che alla fine sia riuscita a darmi una risposta troppo attendibile..
    Viaggio perché voglio conoscere nuovi posti, nuove realtà.
    Voglio rimanere sorpresa da tutto ciò che c’è al mondo e che cerco di non guardare attraverso lo schermo di un pc.
    Viaggio perchè mi rende felice e non mi stanca mai.
    Ma forse viaggio anche perchè fuggo dalla routine.
    Una domanda che sembra banale, ma non lo è affatto… e penso che dovrò viaggiare ancora per darmi una risposta.

    Danila.

    1. Ciao Danila! Io credo che alla fine la cosa più importante sia avercelo un motivo, che sia solo voler staccare la spina per qualche giorno.
      Come tu stessa scrivi, la migliore risposta spesso sta nel viaggio stesso.

      A presto!

  2. Lo sai che è una domanda che ogni tanto mi pongo anche io? Ma devo essere sincera, la risposta non ce l’ho (e non credo sia una cosa positiva!!). Cioè posso dirti che lo faccio perchè viaggiare mi fa sentire viva, per vedere posti nuovi, per riempirmi gli occhi di tanta bellezza, viaggio perchè poi amo tornare a casa, ecc. ma la verità è che io sento il bisogno di farlo, e mi sento decisamente meglio quando ho un itinerario da programmare e una lista di posti nuovi da scoprire. Ma da cosa nasce tutto questo non lo so, forse dovrei iniziare a rivolgermi ad uno specialista, magari uno molto bravo! 🙂
    Comunque una cosa è sicura, sono una di quelle con la mente bacata (o come dice il mio compagno “malata”) che pensa al prossimo volo da comprare, e non importa la meta, l’importante per me è andare.

    1. Per rispondere al tuo commento uso una citazione famosissima:

      “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere.” (Gotthold Ephraim Lessing)

      Sostituirei “piacere” con qualsiasi altro sostantivo. Per quelli con la mente bacata, ovviamente, userei “viaggio”. :-p
      Buon prossimo volo, allora, e dagli tregua a quel poverino del tuo compagno: gli sono ESTREMAMENTE solidale!

  3. viaggio perché mi porto dietro fin dall’infanzia un’irrequietezza, un’inquetudine, una fame e una sete del tipo che si placa solo continuando a macinare strada… momentaneamente perché poi ricomincia. è una febbre.
    perché viaggiando esco fuori da me stessa, perché più lontano vado e meglio mi sento. e allo stesso tempo mi sento completamente dentro me stessa. mi sento esattamente la vera Ale.
    e perché è un modo per scoprire i miei limiti, fisici e mentali, perché mettermi alla prova mi fa spingere sempre un pezzetto più avanti.
    e perché a volte, ma solo a volte e in rari luoghi, riesco a trovare una momentanea pace interiore vera, reale, che qui non ho mai provato

    1. Quindi il viaggio è solo un’espressione del tuo essere “Ale”, un modo per far uscire quella parte di te che altrimenti rimane sepolta dietro al quotidiano.
      Credo che la tua sia tra le interpretazioni più mature che abbia mai ascoltato. E non è un caso che i tuoi racconti (soprattutto quelli dal vivo) siano anche i più interessanti.

      🙂

      1. beh in primis c’è la curiosità per l’altrove…
        e d’altronde… sono “matura” è quindi ho avuto un bel po’ di anni per riflettere su questa cosa 😉
        ma ne parleremo presto a voce!

          1. …mi sento chiamata in causa, anche se non ho risposte troppo differenti da quelle già lette. Ma sicuramente la prima ragione è che viaggiando io sto bene, ed allora non vedo perché non insistere. Poi, vabbè, c’è la fuga dalla quotidianità, il volo (mi piace tantissimo stare in aereo e vedere il mondo giù sotto), lo scoprire luoghi diversi , assaggiare piatti sconosciuti, conoscere e comunicare con gente nuova, insomma una curiosità/fame generale per tutto che a volte fa passare sopra ai tanti disagi che un viaggio( come lo intendo io) comporta.Comunque, per maggiori approfondimenti quei bicchierini di Rum mi sembrano molto appropriati….

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