Bari vista da un barese

Sul mio blog non ho mai parlato di Bari e questa non è una cosa carina da scrivere, soprattutto se parliamo della città che, oltre a darmi i natali, ha marchiato a fuoco il mio carattere manco fossi un animale da gregge. Ma se per quasi trent’anni sei sempre nello stesso posto, difficilmente riesci a percepirne il fascino: e quando si è distanti, il ricordo dei luoghi diventa più forte e in un certo qual modo diventi più suscettibile al suo richiamo.

Bari è il posto più felice del mondo, stando ad un sondaggio su Twitter di qualche tempo fa… come dargli torto? Sei in una città non troppo grande per sentirti alienato e non troppo piccola da smorzare le ambizioni. La classica città a misura d’uomo, per usare una tipica frase “fatta”, dove trovi tutto quello che ti serve nel raggio di due isolati o poco più. Ferma nelle tradizioni, il giro di Barivecchia è un must da più di dieci anni a questa parte; per gli stessi baresi spesso è un modo per scoprire un mondo nuovo, spesso lontano e, ad essere sincero, la sensazione di essere all’estero ogni tanto prende anche me, che tra quelle viuzze tappezzate di chianche ci ho passato parte dell’infanzia. Basilica San NicolaBari è quella città in cui la gente si ferma per strada a chiacchierare anche se ti ha visto una sola volta prima; nei tardi pomeriggi d’estate si va tutti al Chiringuito, che una Peroni fresca e un pezzo di focaccia sono il contorno ideale al panorama che puoi goderti solo da quel punto della città. Il posto dove si cucina ancora come 50 anni fa, e forse si vive pure alla stessa maniera, con qualche smartphone in più e qualche altro vizio contemporaneo.

Una città da vivere e non da visitare: se sei in cerca di musei, statue o gallerie famose, forse rimarrai deluso. Ad aspettarti non c’è una miniatura del Guggenheim, ne tanto meno una piccola Tour Eiffeil. Al varco però, non mancheranno ad attenderti splendide vecchine dalle mani laboriose, le loro chiacchiere (anche in “formato commestibile”), il profumo del ragù la domenica a pranzo, qualche racconto sconclusionato del vecchietto di turno, l’aria del mare e della salsedine e qualche urla di troppo di qualche ragazzino non proprio educatissimo, che tutto si può dire fuorchè che Bari sia una città silenziosa.

Naturalmente la vita in città non si ferma solo a questo: di locali aperti quasi ogni sera ne è tappezzata anche la parte più nuova e, con mia enorme sorpresa, anche qualcuno in stile “industrial” che tanto fanno caapitale europea.

Ma la Bari a cui sono legato non è quella che si tira a lucido il sabato sera per il giro in Piazza Ferrarese: quello lo si può fare un po’ ovunque ma dove trovi, invece, questo mix perfetto tra folklore e modernità se non a Bari?

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