Non prepararsi al viaggio: la mia Istanbul

Sono sempre stato uno di quelli che il viaggio non se lo prepara molto. Credo che spesso curare in ogni dettaglio il programma sia qualcosa che impoverisce l’esperienza in se stessa: alla fine si riduce tutto a eseguire i compiti che ti sei segnato nelle settimane che precedono la partenza. Sia chiaro, non voglio dire che bisogna buttarsi alla cieca: ogni destinazione ha le sue problematiche, anche quelli sulla carta più “semplici”. Istanbul è stata l’ennesima conferma che vale la pena correre il rischio di perdere qualcosa, che si finisce col godersi quei dettagli che informandosi diventano fin troppo scontati.

Ero preparato a cosa vedere e durante le file per l’ingresso non facevo altro che focalizzare nella mia testa le immagini che di li a pochi minuti avrei avuto davanti agli occhi (parlo di minuti perché le code ad ogni monumento possono spaventare per lunghezza e numero di persone ma alla fine si riducono in attese di non più di mezz’ora: fortunati noi?).

Basilica Cisterna Istanbul

Semplice insomma, con le carpe ad aspettarmi nelle acque della Basilica Cisterna proprio come diceva la Lonely, i fedeli inchinati ad est nelle moschee in uno dei loro cinque momenti della giornata riservati alla preghiera e il mosaico della madonna tra due scritte arabe nell’Aya Sofia, che a guardarla bene si ha la sensazione di essere in un luogo che nulla ha a che fare con l’essere mussulmano.

Ma posso dirla tutta? A colpirmi più di tutti non sono stati nessuno delle sopracitate attrazioni. Per i momenti più belli devo ringraziare una guida particolarmente gentile e la solita botta di fortuna che spesso mi ha accompagnato negli ultimi viaggi.

Mure Teodosiane Istanbul

Mai avrei pensato di arrampicarmi per una ripida scalinata alla conquista delle mura teodosiane, io che dire di soffrire di vertigini è farmi un complimento. E in realtà non solo mi sono goduto la vista panoramica dal punto più alto della città ma ho anche scoperto che non è un grattacielo a dominare i cieli di Istanbul ma quattro mattoni che resistono li da qualche centinaio di anni. E per l’occasione mi sono anche prestato al servizio di due compaesani che a scenderle quelle scale hanno avuto non pochi problemi. Grazie Michelangelo, il tuo consiglio è stato davvero apprezzato!

Faro Salacak

Non ho parole invece per il tramonto di Salacak; il faro sull’isolotto proprio davanti alla costa è stato il richiamo della passeggiata sul lungomare. Gli avrò scattato non so più quante foto e da quali prospettive sta di fatto che mi regalato un momento di assoluta tranquillità, di quelle sensazioni che solo un caldo tramonto sanno donarti.

Avrò sicuramente saltato qualcosa durante il lungo weekend turco ma quando viaggio preferisco godermi il singolo momento e non privarmi del piacere della scoperta. Carpe diem no?

2 pensieri su “Non prepararsi al viaggio: la mia Istanbul

  1. Ma posso dirla tutta? A colpirmi più di tutti non sono stati nessuno delle sopracitate attrazioni. Per i momenti più belli devo ringraziare una guida particolarmente gentile e la solita botta di fortuna che spesso mi ha accompagnato negli ultimi viaggi….

    Non sai quanto condivido questo pensiero! Me lo ricordo con la mia prima passeggiata per Bangkok e la mia prima volta ad Angkor… e chi sapeva nulla di ciò che avrei visto… effetto sorpresa… ☺

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