Desiderare la Thailandia più di ogni altra cosa

Singburi Road

Singburi Road

C’è chi aspetta di avere qualche settimana libera, chi la insegue da sempre, chi si prepara per mesi e alla prima occasione utile fa le valigie e decolla.

La destinazione, ovviamente, fa la sua parte: il fascino di questo pezzo di mondo si diffonde al di la degli oceani, richiamando viaggiatori da ogni parte del globo.

Come me, dall’altra parte del mondo ci è venuto Carlo, un ragazzo non ancora maggiorenne che da solo ha attraversato mezzo emisfero per raggiungere i progetti nel Singburi.

Già, non racconto di me questa volta, ma parlo di chi in questo viaggio ci ha creduto così tanto da costruirselo su misura, come pochi backpackers sono in grado di fare.

Carlo è un ragazzo come tanti altri, ma che per le sue vacanze estive ha chiesto ai genitori un viaggio in solitaria in una parte della Thailandia che davvero ha poco in comune con le logiche europee. Poteva chiedere un motorino o aspettare la maggior età per farsi regalare uno di quei viaggi preconfezionati da agenzia, che fanno tanto premio per chi ha poi fatto solo il suo dovere. Ed invece, nonostante le difficoltà dovute al non aver compiuto diciotto anni e a quelle più pratiche della lingua, si è buttato testa e piedi in un viaggio di quasi venti ore per arrivare in un luogo che, alla fine dei conti, non è di certo ospitale come un resort sulla spiaggia delle isolette thailandesi più a sud.

Eppure, Carlo, non si è perso d’animo e per quattro settimane ha fatto volontariato per le campagne del centro nord Thailandia, sempre con l’umiltà di chi non sa bene cosa fare ma ha ben in chiaro dove vuol arrivare. E a starlo a sentire, ci scommetterei che questa non è di certo la sua ultima esperienza.

Non pensate che sia stato un incosciente: il viaggio se l’è preparato molto bene, raccogliendo informazioni e cercando da solo su internet l’associazione che meglio soddisfava i suoi bisogni. Se l’è costruito, il suo viaggio, proprio come se l’aspettava, imprevisti compresi, che nessuno riesce a calcolare sempre tutto.

Ha più di dieci anni in meno di me, ma conoscerlo è stato davvero un privilegio e dedicargli questo post una cortesia non tanto a lui che, per timidezza, non ama molto apparire ma a quelli che leggeranno queste due righe, che siano da stimolo per preparare il prossimo zaino.

E se mai qualcuno cercasse consiglio su cosa chiedere come premio alla fine di un anno scolastico, adesso di certo gli consiglierei di lasciare liberi mamma e papà per una stagione e godersi un po di sano e solitario vagabondare.

Note: “Carlo” è un nome di fantasia per evitare qualsiasi riferimento diretto a persone o fatti.

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