Trenta giorni all’altezza dell’equatore

Ashram Gandhi from the sea - Candidasa - Bali

Ashram Gandhi from the sea – Candidasa – Bali

Credevo di non arrivarci più in quel di Candidada (letto ciandidasa, eh). Quando decidi di allontanarti un po’ devi mettere in conto che lo spostamento non sarà di certo comodo, soprattutto se viaggi a budget ridotto, ottimizzando ogni singolo minuto del tuo viaggio. Venti ore tra aerei e terminal sono davvero troppi, da mettere a dura prova la pazienza di uno che con le attese non vuole averci a che fare. Ma su trenta giorni che ne si “perda” due in aeroporto, diciamo che tutto sommato ci può stare.

La tappa balinese è la prima ed unica al di sotto dell’equatore. L’arrivo in notturna peraltro non mi ha permesso di godermi il paesaggio…me lo sono beccato appena sveglio, affacciandomi dalla porticina del mio bungalow.

Avete presente i bambini quando scartano un regalo? La faccia che avevo doveva essere un misto tra sorpresa ed incredulità. Un posto da cartolina, e non mi sono risparmiato nell’inviare foto ad amici e parenti, che per l’invidia qualche madonna me l’hanno pure tirata (come dargli torto).

Bali è un posto nuovo per me, come mai ne avevo visti prima. Credo che non potessi iniziare meglio questo percorso, a cavallo dell’equatore, raccogliendo le cartoline che di tanto in tanto condividerò con le stesse persone che fino ad ora, non hanno fatto che dirmene di ogni colore. Le mie cartoline sono queste qui, se avete da commentare, siete pregati di usare l’apposito spazio in basso :-p

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