Musiche da New York, una compilation da strada

Jazz New YorkSe avessi avuto con me un registratore audio di qualità, di sicuro avrei inciso una compilation da paura. Certo, perchè a New York ogni cento metri trovi qualcuno che suona: chi per diletto, chi per raccimolare i soldi per il pranzo, chi per il semplice gusto di esibirsi. A metterli insieme, avrei creato una band di tutto rispetto, benchè il meglio della loro arte la esprimono in solitaria, ognuno in un posto specifico, nemmeno fossero state assegnate delle zone su una cartina. E a tutti questi dovete aggiungere lettori mp3, cellulari, radioline di ogni genere che senz’altro vanno ad incrementare i decibel della città.

Percussioni New YorkLa musica più intensa l’ho percecita a Central Park: un sassofonista sotto un ponte che propone pezzi di un classico repertorio jazz sembra un’immagine surreale, soprattutto se paragonato al gruppone di percussionisti “rumorosi” lontani da lui non più che duecento metri. A volte sembrano quasi andare a tempo e magari anche lui su questa cosa ci gioca un po’.

Ora, considerate anche tutte le cuffiette dei corridori (a volume davvero esagerato, poveri timpani!), gli stereo anni ’90 dei ballerini di strada e le chiassose grida dei bambinetti in giro per i prati e sarete in grado di capire che pout pourri di suoni ci sia in questa ex palude.

Piano New York

Per le strade di SoHo, quartiere dell’arte per eccellenza, i musicisti si esibiscono ad ogni angolo di strada. Qui ho conosciuto @pianoaround, un mezzo pazzo, a dirla tutta, che si esibisce con il suo piano in giro per il mondo. E a pensarci bene pare mi stia seguendo, fisicamente intendo: dopo New York si è spostato a Parigi, manco sapesse che da li ad un mese ci avrei fatto un salto anch’io.

Qualche metro più giù, un gruppo di cantanti a cappella: a far da cornice, una ventina di divertiti passanti che tra un applauso e l’altro, elargivano qualche decina di dollari, chi per l’acquisto del loro cd chi come semplice dimostrazione d’apprezzamento.

Cantante New York

Alla fine dei conti è stata davvero una piacevole scoperta notare quanto la città fosse lontana dallo stereotipo cosmopolita delle metropoli: a tratti pare essere un grande sala prove e, giuro, la prossima volta che ci torno mi porto appresso la chitarra, sia mai riesca a raccimolare qualcosina e a rimanerci più che una singola settimana.

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