Considerazioni su Parigi, tutt’altro che scontate

Notre Dame

Ero partito con la convinzione di trovare una Parigi non troppo scontata; alla fine quelle che girano sono storie vecchie quanto il mondo, di quelle che ti appioppano appena dici che stai partendo per la capitale francese, decisamente un po’ gonfiate rispetto alla realtà. E benchè mi avessero raccontato il contrario, ho voluto credere fin da subito che Parigi avesse in serbo per me qualcosa di inaspettato, alla faccia delle dicerie popolari.

Ed invece ho trovato più di un topo in giro per la città e ben più di una persona in giro con una baguette sotto l’ascella: per fortuna non mi sono beccato giornate piovose, altrimenti avrei pensato di essermela tirata. A questo punto si fa presto a dedurre che nel post pre partenza ci avevo visto lungo, che dovevo dar ragione a chi diceva che, benchè romantica, Parigi la si racconta ancor prima di vederla. Ma alla fine qualcosa di inaspettato è arrivato e ho scoperto una città insolita o quantomeno differente da quello che ho scritto.

Ho trovato una città in cui gli stessi abitanti che corrono su e giù per la metro sanno concedersi lunghi momenti di svago, magari sulla riva della Senna, buttati li per terra come i migliori figli dei fiori. Non importa se sull’asfalto, sulla breccia polverosa o su un bel prato verde: a Parigi se ti vuoi rilassare devi buttarti in orizzontale, e non dimenticare il vino, un goccino distende sempre gli animi (e non solo quelli).

Pretrucciani

Ho scoperto un cimitero in cui sono raccolte le spoglie di grandi artisti del passato e, per uno che da piccolo sognava di vivere di musica, passare davanti alla tomba di Chopin ha un valore non da sottovalutare. Dispiace solo per quel poverino di Petrucciani, che di tutte le sfighe si è beccato anche una tomba abbastanza anonima, lui che della Francia rimane il mio jazzista preferito. E nemmeno nella lista dei famosi l’hanno messo, tant’è che mi tocca segnalarvelo con una foto, così gli amanti della sua musica possono trovarlo tra i colleghi più celebri.

Ho scoperto gli animi d’artista che affollano la piazza di Montmatre anche se di cappelli da pittore ne ho visti pochi, decisamente meno che le facce da orientali, che per una volta, non facevano parte del pubblico turista ma erano la vera attrazione del luogo.

E poi ho visto tanti italiani, ma quelli li si trova sempre dappertutto.

Per tre giorni direi che sono stato fin troppo fortunato del giro che ho fatto: Toure Eiffel, Arco del Trionfo e Notre Dame per questa volta rimangono solo il mio ricco companatico.

PS: chiudo con un video di Petrucciani, ditemi un po’ voi se non merita più considerazione!

5 pensieri su “Considerazioni su Parigi, tutt’altro che scontate

      1. Come i veri, per aspera ad astra no? Sono quelli che piacciono anche a me. Le persone che non l’hanno vinta subito, che soffrono, che vengono ignorati e poi risorgono sono i miei idoli…

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