People of New York, ispiratori di promesse

Ho riflettuto parecchio su cosa pubblicare al rientro da New York. Volevo evitare il tipico post su cosa/come/perchè fare nella grande mela, una città che, a dir il vero, ha così tanto da offrire che difficilmente sarei in grado di escludere qualcosa dalla lista. E per non trascurare nulla, alla fine ho deciso di parlare delle persone che mi hanno ispirato, di quelle che osservandole ti fanno riflettere su quelle promesse che di tanto in tanto mi faccio e che troppo spesso non mantengo.

Le ragazzine a-social

Ragazzine AsocialSarò strano io, o magari per loro è la cosa più normale del mondo. Ma sei a New York, sul ponte di Brooklyn, con un tramonto alle spalle da togliere il fiato e tu non puoi far a meno di abbassare lo sguardo sullo smartphone? Sono rimasto ad osservarle per diversi minuti e nonostante la fiumana di persone che passeggiavano su e giù per il ponte loro non si schiodavano da li, tutte impegnate a postare sui social network. E a volte mi rivedo in loro: troppo concentrato sul cellulare che su quello che mi capita attorno.

Mi riprometto di starci più lontano (un distacco graduale eh!).

Musica per le vie di SoHo

Cantante SoHoQuando sentirò dire che gli americani hanno la musica nel sangue, d’ora in poi mi verrà in mente questo gruppo di musicisti da strada, di quelli che cantano a cappella con un contrabbasso a fare da sfondo a 4 potenti voci soul. L’anima e la forza che ci mettono nel intonare i pezzi celebri della musica classica americana mi hanno fatto ricordare quanto sia legato ai suoni, agli strumenti musicali e a quanto abbia trascurato l’unica passione che riesce ad emozionarmi con poco.

Mi riprometto di riprendere a suonare la musica che mi fa stare bene.

Rimettersi in moto, in tutti i sensi

Correre Central ParkIl senso in questo caso è ritornare in forma, riprendere a far attività sul serio e con costanza. Perchè camminando per Central Park ho riscoperto il vero significato di una frase che spesso ritrovo per la rete: “la corsa è il più democratico degli sport”. E a giudicare i frequentatori delle piste newyorkesi c’è davvero da crederci: puoi avere le scarpe consumate, gli abiti meno adatti, un bambino sulle spalle o nel passeggino o essere tutto tirato con i migliori strumenti tecnici ma l’importante è che tu abbia la voglia di correre.

Mi riprometto di correre un po’ di più e poltrire un po’ meno.

Dedicarmi all’arte in tute le sue forme

Bolle di SaponeLa tranquillità con cui questo ragazzo creava le forme è davvero da ammirare. Avrei passato ore a fissarlo, a guardare come un semplice intruglio di acqua e sapone possa trasformarsi in qualcosa di così bello e colorato. E non lo faceva per gli altri, lui era li per se stesso, per insegnare al ragazzino come tenere in mano i bastoncini e gonfiare le bolle. Per me questa è l’arte migliore, per me questo ragazzo merita il prezzo di un biglietto da museo.

Mi riprometto di guardare sempre oltre, l’arte si nasconde ovunque e ama farsi scovare.

2 pensieri su “People of New York, ispiratori di promesse

    1. Il viaggio è fatto anche di persone e di volti: amo fermare i loro visi in qualche scatto, mi aiuta a ricordare quello che ho provato in un determinato momento.

      Grazie mille Farah, sono felice che ti piaccia 🙂

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