Algarve: un consiglio per ogni tappa

Era un altro me, in posti che ad oggi non saprei se frequenterei ancora e con lo stesso entusiasmo. Partire per l’Algarve fu, ad ogni modo, una scelta azzeccata, in previsione del giro verso nord che era in programma e che mi avrebbe portato fino ad Oporto. Per fortuna, Faro è servita dalle low cost, e nonostante la partenza da Bari non fosse delle più comode (una notte a Charleroi non so se la passarei ancora), con un prezzo ragionevole arrivai in terra portoghese senza troppi acciacchi. La prima parte del mio racconto coincide con la prima settimana di viaggio, a sud appunto, con una macchina a noleggio e 4 tappe sull’itinerario: Faro, Albufeira-Vilamora, Lagos e Portimao.

Certo molto turistico, ma l’ho detto, era un altro me. Parto segnalandovi una singola attività per ogni luogo: trovate informazioni su chiese e musei in blog più autorevoli del mio :-p

Faro, il punto di partenza

Faro

photo credit: brettocop via photopin cc

La capitale dell’Algarve è il punto di partenza ideale se si vuole girare il Portogallo in auto (o l’arrivo, se decidete di spostarvi da nord a sud). Intanto l’aeroporto è a pochi km dal centro cittadino, che peraltro non è grandissimo e si svolge, come in quasi tutte le paesi mediterranei, tutto intorno alla città antica e lungo la costa.

Il mio passaggio per la città fu decisamente rapido e fugace, giusto il tempo di ambientarsi e capire come raggiungere l’obiettivo reale della visita: Ilha de Faro. L’isolotto sabbioso, appena difronte la città, lo raggiunsi in poco tempo con un traghettino pieno di surfisti o aspiranti tali. Che poi, a dirla tutta, quella fu una giornata decisamente calma e di onde oceaniche non se ne videro affatto, per buona pace di quei ragazzoni venuti da chissà quale parte del mondo. Ma trascorrere la giornata con il vento che rinfresca la temperatura estiva (particolarmente calda per il periodo e per la zona), è una delle cose che consiglio, anche perchè in certi punti i turisti sono meno presenti: prediligono senza dubbio le spaziose spiagge della vicina Vilamoura e la movida tipica di Albufeira. Insomma, relax a costo zero!

Albufeira-Vilamora, vita notturna e spiagge a perdita d’occhio

Vilamoura

photo credit: ronsaunders47 via photopin cc

Quando si è in gruppo, un appartamento in un residence è la soluzione più economica che si possa cercare. A Vilamoura, peraltro, sistemazioni a poco prezzo se ne trovano senza problemi, magari con piscine annesse. A cosa servono poi, visto le spiagge a pochi passi, quello devo ancora capirlo, soprattutto se ne trovi tre nel giro di 50 metri. Vilamoura è una città molto “tirata”, con pub, ristoranti ed un immancabile casino tutto intorno al porto, dove vengono ormeggiate le barche e gli yacht degli ospiti. I locali, attrezzati in maniera impeccabile, offrono di ogni confort: per chi ama viziarsi, è perfetto perchè trova qualsiasi diversivo ed intrattenimento nel giro di pochi passi. Le spiagge poi, sono iperattrezzate ma su quello non cedetti: il mare o te lo godi libero o non ha senso andarci (non che sia un amante dell’abbronzatura e della salsedine eh!). Se poi, come me, avete la malattia del golf, vi anticipo che in giro troverete numerosi campi e club riservati: devo ammetterlo, visto il debole che ho per questo sport, se dovessi tornarci ci starei solo il tempo di una partita, niente di più.

Albufeira me la descrissero come “l’Ibiza dell’Algarve”; beh, io non ci sono mai stato sull’isolotto spagnolo, per cui per chi ha visto entrambe le mete, per cortesia, mi confermi o smentisca questa diceria, che altrimenti mi tocca andar per discoteche e schiuma party. Passai una serata tra musica ad alto volume, qualche incontro inaspettato con concittadini in villeggiatura (quell’anno, una carovana di baresi tutti in pochi km) e qualche drink in compagnia. Albufeira è decisamente un luogo per giovani, discotecari e malati d’insonnia; benchè avessi vent’anni, di questi posti non ne sono mai andato entusiasta, ma tutto sommato aggirarsi per le stradine illuminate e mescolarsi alla folla multietnica è qualcosa che ti fa sentire vivo (sempre se sopravvivi alla serata, s’intende).

Lagos, tra mattonelle e canti popolari

Lagos

Una delle poche foto sopravvissute di quel viaggio: ringrazio la Verbatim per l’affidabilità!

Lagos è famosa principalmente per due ragioni. Pare infatti che sia il luogo in cui è nato il Fado, il canto sofferto tipico della cultura portoghese. E questo è il primo motivo. Ma per godervi lo spettacolo, vi consiglio di passare da Lisbona che ce ne sono diversi nei locali dalle luci soffuse del Barrio Alto: un’atmosfera davvero suggestiva, ma mi riservo di raccontarvelo in un altro post. Il secondo motivo sono le azulejos, le piastrelle in terracotta con cui si decoravano le chiese e gli edifici principali. Ne troverete sempre meno andando verso nord (magari passate da Evora dove ce ne sono di fantastiche), non potete perdervele qui. Non fatevi ingannare dai venditori di souvenir, però: quelle sono spesso cineserie a basso prezzo, che a parte le decorazioni similari, non hanno nulla a che vedere con le originali piastrelle.

Portimao, la città del turista

Senza ombra di dubbio, il luogo più turistico dell’Algarve. C’è da dire che da una città totalmente ricostruita dopo un terremoto (Wikipedia riporta 1755) è normale aspettarsi edifici ed architetture decisamente più moderne. Quello che trovai è traffico e parcheggi stracolmi, una sorta di piccola Las Vegas proprio come la presentano in tv: luci e flash ovunque, ristoranti con camerieri indaffarati e musiche differenti che si sommavano in una caciara non ben definita.

Ecco di Portimao quello che vi consiglio è la frittura di pesce, che nelle città a ridosso del mare non si sbaglia difficilmente se si ha un minimo di occhio. Ed io, modestamente, di “mare” ne capisco e vi garantisco che riassaporare le specialità ittiche ne vale davvero la pena!

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