Quello che mi ha colpito (negativamente) dell’India

Donne indiane

Questo post mi mette in difficoltà. Intanto perchè è l’ammissione più chiara di quanto non fossi preparato al viaggio in India; ma d’altronde, parlandone un po’ in giro, pare che per il subcontinente non ci si senta mai pronti a pieno. Ma mi piacerebbe tener traccia di alcune situazioni che per noi “occidentali” stridono quanto le unghie affilate su di una lavagna e vedere un po’ se in giro per la blogosfera qualcun’altro ha percepito lo stesso disagio.

Doverosa prefazione: non è mio intento essere critico nei confronti di nessuno. E questo post non nasce come un modo per additare gli usi ed i costumi di un popolo. Sono solo semplici osservazioni di atteggiamenti abbastanza naturali e diffusi in tutte le località turistiche, ma che, a mio avviso, in determinati contesti mi sono sembrati eccessivi e falsi.

Le donne esistono eh!

Classico tema, sempre scottante e che mi ha lasciato a dir poco di sasso. Se possibile l’indiano medio pare evitare il dialogo diretto con il gentil sesso, soprattutto se di pelle bianca. Bene, per me che ero in viaggio con una donna è stato abbastanza traumatico notare come per ogni risposta il mio interlocutore cercasse il mio di sguardo e non quello di chi mi era affianco, anche se il quesito non l’avevo posto io. Una sorta di priorità, come se ad avere l’ultima parola dovesse essere sempre l’uomo di turno. E se la cosa mi può sembrare relativamente comprensibile nei luoghi a loro sacri, nei posti più turistici e commerciali, dove avevi difronte una generazione più “cosmopolita”, la cosa mi ha lasciato un bel po’ di amaro in bocca.

Wall street: se vieni da ovest devi comprare qualcosa

Di consigli sinceri senza alcun fine commerciale ne ho avuti pochi. E naturale che negli occidentali (e più in generale nei turisti) gli indiani vedano una maniera per generare profitto: d’altronde questo capita anche in Italia con il turista sprovveduto che si ritrova nel bar dal caffè “too expensive”. Ma se avessi voluto girare per i mercati dai gadget made in china o comprare il tipico ciondolo a forma di Ganesha, di certo sarei andato in agenzia e acquistato il pacchetto all in. Bene, l’indiano medio questa cosa non la concepisce: a tratti più che una persona da ospitare mi sono sentito un numero, una possibilità in più o in meno di vendere qualcosa, a seconda di quanto convincente fosse il venditore.

Lasciatemi comminare!

Tuc Tuc, risciò, taxi, carrozze e se possibile anche in spalla. Sembra che l’idea generale dell’indiano sia di un turista comodo, di quelli che “giammai fare 10 metri a piedi”. Sono davvero insistenti, invasivi e poco tollerabili. Non basta rifiutare la proposta di dieci autisti in 4 metri; ne troverai sempre uno alla fine dell’isolato che per sfinimento di convincerà ad utilizzare il suo mezzo. Magari anche solo per girare l’angolo, magari solo per cercarti di fregare con la strada meno agile, per arrotondare con generoso eccesso la sua parcella. Che benchè in termini europei sia solo di pochi centesimi, è pur sempre un modo per farsi prendere per fessi.

Ora, se sei arrivato a leggere fin qui, non lasciare che questo articolo cambi la tua idea di India. Rimane il posto più affascinante che io abbia visitato e sebbene di “stranezze” ce ne siano in giro tantissime, ti posso garantire che a colpirti sarà ben altro e che quel qualcosa non sarà semplice da raccontare!

6 pensieri su “Quello che mi ha colpito (negativamente) dell’India

  1. Stavo scrivendo anche io un post sul mio blog sulle cose che non mi sono piaciute dell’India…e mi hai preceduto!!! Già, l’India ha dei lati per me “negativi” per questo devo ammettere che non è stato il paese che ho amato di più 🙂

  2. ciao, piacere Chiara:-) ho visto India e non ho potuto non fermarmi a leggere…apparte il primo punto ( non mi è mai capitato) mi trovo concorde ma bisogna considerare che la “fame” in tutti i sensi è tanta e gli occidentali allocchi pure;-)

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