Vademecum per dilettanti su cosa mangiare in India

Legumi indiani

Questo post nasce da una mia mancanza, devo essere sincero. Non ricordo quante volte ho chiesto a camerieri, ristoratori, ambulanti cosa stessi mangiando e, nonostante abbia sempre ricevuto risposte complete e dettagliate, ad oggi faccio fatica a elencare cosa ho ingurgitato nei giorni in India.

Le foto, alcuni appunti sparsi e la consulenza di chi ci è stato, mi hanno aiutato a scrivere questo post, sperando che vi torni utile tanto quanto servirà a me, visto che potrei fare la pazzia di ritornarci.

E visto che alle liste mi ci sto affezionando, la butto lì, come il più classico e scontato degli elenchi numerati. Vi sembrerà tutto un po’ speziato, a volte eccitante a volte da nausea, ma sempre e comunque PICCANTE! Godetevi l’elenco hot!

Il pane nei gusti più disparati, il miglior alleato contro lo “spicy”

Diverse forme e diversi sapori. Per parlare del pane indiano servirebbe un libro intero: decine di nomi, un’unica costante: zero lievito! Questo si traduce in un alimento semplice da preparare ma, paradossalmente, non troppo facile da digerire: il burro è una componente spesso presente e vi garantisco che non si formalizzano troppo nell’aggiunta delle spezie. Assomiglia, come forma, alla piadina nostrana: normalmente lo trovate nel menù con il nome di Roti e Chapati, ma anche come Paratha e Naan. Il primo è il più comune, cotto in forno tandoor e consumato asciutto o inzuppato nell’olio. Il Chapati è, a mio avviso, il miglior pane da accompagnamento: più grande del Roti, se cotto direttamente sul fuoco, prenderà forme bizzarre, anche gonfio stile frittella. Il Paratha prevede l’aggiunta dei semi e della cipolla: questo fa si che diventi un piatto unico, spesso in sostituzione a qualche portata principale. Il Naan, infine, è l’unica variante lievitata: simile al Roti, cambia totalmente sapore se ripieno (il mio preferito è al formaggio!).

Indian Food

Mangiare veg, per non cadere nello scontato pollo al curry

Da dove iniziare…ah si, di carne ne troverete poca e nulla ma le portate a base di verdura non vi faranno rimpiangere i ristoranti “continentali”. Prima di tutto il riso; provatelo sia bollito che assieme a spezie, verdure, pesce e uova. Rigorosamente di qualità basmati! Il Paneer, invece, spesso lo si trova anche qui in Italia, nei market etnici: è un formaggio molto diffuso nel sud-est asiatico da provare fritto, da “pucciare” in qualche salsa o passato vegetale o con l’immancabile curry. Tra i latticini e condimenti, cito il Curd (una crema che aromatizzano spesso al limone) ed il Ghee, una variante di burro decisamente più calorico. Per spuntini rapidi ed ipercalorici, consiglio pratico: Samosa! Le ho volgarmente ribattezzate “gli arancini d’India” perchè al pari siciliano, le preparano fritte o al forno e non è strano trovarle ripiene di patate e piselli. Ma non aspettatevi lo stesso sapore, rischiate di rimanere assai delusi!

Le bevande, dall’onnipresente tè all’indispensabile Lassi

ovunque, in ogni momento e insieme a qualsiasi pietanza. Dal black al semplice tè verde, mai in bustine e spesso in foglie da infusione. I pasti indiani DEVONO essere accompagnati da questa bevanda, mai zuccherata altrimenti si perde il sapore. Ma il vero “Must” è il Chai, per la precisione il Masala Chai. Tè aromatizzato con l’aggiunta del latte in polvere: ogni momento è perfetto per gustarne una tazza fumante. Non scordate di provare il Lassi; un “frullato” a base di yogurt da gustare fresco sia nella variante salata che dolce, magari aromatizzato alla frutta.

L’anice, il miglior amico dei palati delicati

Santo subito, senza se e senza ma. A fine pasto non potete non spararvi in bocca l’anice mescolato allo zucchero a grani grossi. Sembrerà che sia passato un dentista, il palato ne trarrà giovamento e i semi contribuiranno alla digestione. Io ne ho fatto scorta per casa, anche nelle versioni industriali dove ogni singolo chicco è ricoperto da uno strato zuccherino. Provare per credere!

7 pensieri su “Vademecum per dilettanti su cosa mangiare in India

  1. Raffaele, ed i Puri, i Dosa e gli Idli come li classifichi? Fra i pani o gli spuntini? Sarà interessante parlarne prossimamente….

  2. ho dimenticato le pakora….comunque sono tutti piatti/spuntini (almeno per me che sono golosona). Se non fosse che dopo un po’ le troppe spezie mi stuccano ed ho bisogno di non sapori, potrei scegliere di tutto ma la mia ordinazione classica al ristorante rimane Vegetable biriyani, Chicken tikka, Alu goby,e finalino un lassi. (questo perchè sono piatti con sapori meno forti) e invece i Puri ( è quella pasta fritta che nel piatto sembra un cuscino da tanto è gonfia) e specialmente il Masala dosa ( è un rotolone di una specie di crepe fatta con farina di riso?farcito con un masala a base di patate) possono essere anche spuntini saporiti di metà giornata. Nelle coffee house al sud andavano alla grande.

    1. L’integrazione perfetta a questo post. E ora che mi hai spiegato cosa sono, non posso far altro che segnarmi l’Alu goby e cercare un posto dove assaggiarlo (a patto che non l’abbia già fatto ma non me ne ricordi)! Grazie mille Susanna! 🙂

Rispondi