#India Day 05 – Preso a schiaffi da Ajmer

tomba di Khwaja Muin-ud-din Chishti

Si, preso a schiaffoni dalla città più mussulmana del Rajasthan. E non è un caso che, proprio parlandone con un altro italiano in giro per l’India, scopra come poco propensi siano i driver nell’accompagnarti per le strette e claustrofobiche vie di Ajmer.

Una città che doveva essere di passaggio verso Pushkar e che invece ha monopolizzato il pomeriggio nella ricerca prima di un parcheggio, poi della tomba di Khwaja Muin-ud-din Chishti e del Red Temple. E cercarle nel mercato a cielo aperto più grande e confusionario che abbia mai visto, dove spennano le galline proprio accanto ad un venditore di gioielli, non è impresa da poco. Una confusione generale che ti entra dalle narici e ti arriva dritto in testa; e l’unica sensazione che ho saputo riconoscere è stata paura. Non per il posto, non temevo per me stesso; piuttosto ho sentito la paura di essere fuori luogo, completamente estraneo ad un contesto che seppur affascinante, è lontano anni luce dell’immaginario comune. La tomba è un santuario immenso, una piccola cittadella fortificata con tanti di quei punti di venerazione che non si riesce a capire dove inizia la fila dei devoti e quella dei turisti (che, per mia fortuna, si contano sulle dita di una mano).

Ti viene difficile documentare a parole, figuriamoci con le immagini. Ma credo che le uniche due foto decenti che abbia catturato con il cellulare siano quanto di più chiaro possa offrirvi per raccontarvi quest’altro pezzo di India.

 tomba di Khwaja Muin-ud-din Chishti

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