#India Day 04 – Direzione ignoto

Jaipur Portici

Cioè, la destinazione la conosco, ma visto l’impresa di qualche giorno fa nella tratta Delhi-Agra, non mi meraviglierei di ritrovarmi nel nulla con la necessità di trovare qualche anima pia che possa darci indicazioni certe.

Si perchè avere un driver preparato e che conosca almeno l’inglese è di vitale importanza, a meno che non abbiate voglia di provare l’ebrezza dei mezzi di trasporto pubblici (e non è detto che fino alla fine non lo faccia io per voi). Per cui, non sopravvalutate la vostra capacità di orientarvi e d’adattamento: verranno messe a dura prova.

A parte che continuo a confonderla con Jodhpur (anche nelle prenotazioni online), Jaipur è stata una di quelle scoperte che ti lasciano un pò così, come quando ricevi un regalo inaspettato e non sai se scartarlo con foga o goderti ogni singolo nastrino arricciato.

Negozio di tessili
La città è fantastica, una serie di interminabili portici colorati e chiassosi, con negozietti e bazar attaccati gli uni agli altri che si fa fatica a capire dove finisce uno ed inizia il prossimo. Le gambe e la reflex hanno fatto il resto, immortalando (spero nei migliori dei modi) un luogo rimasto ancora non troppo occidentale, più mussulmano che orientale. E la gente, sempre disponibile e con non troppi scopi commerciali, che ha saputo regalarmi le vere chicche: intanto, il prossimo anno lo passerò più al caldo, il primo souvenir è stato acquistato.

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