#India Day 01 – Una partenza piccante

Jet airways

In realtà di piccante ricordo solo i 4 rotoli di “non so cosa” che mi sono scofanato in aereo. Una bontà davvero, benchè la francese che mi siede accanto mi ha detto che a Delhi, per strada, ne fanno di più buoni. Segnato, che lo street food è sicuramente da provare.

Non saprei dirvi a che ora sono partito. Perchè da casa mia, dalla mia Puglia, sono andato via con qualche giorno da anticipo, giusto per chiudere qualche pratica burocratica, che pure in India (e non solo in Italia) non sono efficientissimi. Ma mi piace pensare al 22 come il giorno verso l’India. Chi mi conosce sà cosa vuol dire per me questo numero; sta di fatto che alle 16 ero su un treno senza biglietto per Milano Centrale (di domenica nemmeno il capotreno te lo vuole fare, il biglietto); poi destinazione Linate, in compagnia del mitico Massimo che, fino ad allora, ne aveva portate solo 4 di persone all’aeroporto. E albergo, giusto a 500 metri dall’ingresso, dove ho passato la notte a sentire gli aerei partire, sapendo già che l’indomani sarebbe partito il mio.

Notte insonne quindi, colazione al volo (per rimanere in tema) e fila interminabile per quella che sarebbe stata la prima tratta: Bruxelles. Morfeo mi ha allegerito il volo: al risveglio, una bella hostess con un sorriso a 62 denti, in maniera molto cordiale e pacata, mi informava che il mio volo era stato cancellato e che avrei avuto delucidazioni in aeroporto, al gate 22. No, va bene così, giochiamo pure con i numeri.

Tabellone Aereoporto

Niente volo per Delhi ma una serie di coincidenze passando per Mumbai, per un ritardo totale stimato per 2 ore. C’è di peggio suvvia, porta pazienza che il ritardo fa parte del viaggio. Peccato che il ritardo si è trasformato in 8 ore di attese, spintoni, urla e bagagli smarriti. Ed ora, che in aeroporto a Mumbai ci devo passare ancora 4 ore, scrivere questo post mi lascia una strana sensazione: soddisfazione. Soddisfazione perchè sono sempre stato convinto che non importa come ci si arriva nella vita alle cose, l’importante è avere chiaro davanti a se l’obiettivo. Ed il mio, alle 2:25 della vigilia di natale ha un nome chiaro: Delhi.

PS. Quelli della Jet Airways devono capire che il cremino al cioccolato, dopo i fagioli e le patate piccanti, non è il massimo dell’abbinamento, soprattutto se ad accompagnare la cena viene offerto il the con mezzo litro di latte dentro.

PS2 . Le indiane sono si carine, ma un pochino scorbutiche. Nemmeno il vostro inglese è perfetto, piuttosto che parlare veloce, prendetevi il tempo per pensare. Che peraltro, in altre circostanze, di tempo ve ne prendete fin troppo.

PS3. Adoro gli odori e i suoni che mi stanno seguendo sin dalla partenza. Mi toccherà fare un post a parte sugli stimoli di questi due sensi; gusto, vista e tatto li lasciamo per un attimo in pace.

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