Viaggiare in treno in Italia

Premetto che non sono un abituè delle linee ferroviarie; le considero estremamente scomode, seppure il mio animo green mi consiglia sempre di preferirle ai mezzi ordinari. Sta di fatto che prima o poi una tratta medio lunga dovevo pure farla, e un Bari-Milano mi ha fatto scoprire il mondo di chi, con il treno, ci attraversa mezza Italia. In passato ho fatto una lista delle persone che mai si vorrebbero incontrare all’imbarco; in questo post, ne faccio una delle persone che con cui, con tutta probabilità, condividerete la carrozza.

Il silenzioso professionista

Seduto in maniera composta nella sua poltroncina, portatile e/o tablet attaccato alla presa di corrente, impegnato a scrivere non si sa bene cosa, sta di fatto che batte sulla tastiera per ore di fila senza mai fermarsi. Qualche imprecazione di tanto in tanto quando va giù il segnale del cellulare e che, inevitabilmente, gli priva di ogni connessione internet.

Il fuori sede

Ragazzo tra i 18 ed i 25 anni, che ormai quel treno lo prende ogni 15/30 giorni per tornare a casa propria. Mi piace pensarlo come un eterno malinconico, che pur di guardare in volto i suoi cari si sbatte per 8 ore in un treno che, diciamola tutta, non è proprio una limousine. Oppure, forse, ha quella faccia perchè preferirebbe passare il weekend tra fuori sede, in qualche serata universitaria tra alcool e musica ad alto volume. Prima o poi, la domanda la faccio.

La famiglia attrezzata

Se mettessero una tassa sui bagagli in eccesso, sono convinto che a questa famiglia non converrebbe più viaggiare in treno. Quattro, cinque persone e tre bagagli a testa il cui peso oscilla tra i 12 kg per gli zaini più piccoli e le buste e gli (almeno) 40kg dei trolley più voluminosi. Occupano quanto più spazio possibile, e hanno scorte di viveri che sfamerebbero l’intero treno per due settimane di fila. L’odore della mortadella e del formaggio rimarrà per sempre impressa nei miei ricordi.

Il precisino

Carrozza vuota se non fosse per quei due folli seduti agli estremi. Eccolo qui, il precisino che, biglietto alla mano, interrompe il sogno beato di uno dei passeggeri perchè, guarda un po’ tu la sfiga, è seduta nel posto a lui riservato. Che diamine, va bene tutto, ma sedersi appena accanto proprio non ti piaceva? Ah, per gli amanti delle statistiche, quella carrozza ha avuto per tutto il giorno solo tre passeggeri, per cui il signor precisino avrebbe potuto sedersi altrove anche su quattro sedili contemporaneamente.

Il malato di sonno

Bocca aperta verso l’alto, rumori molesti ad ogni cambio binario, imprecazioni varie ad ogni stazione. Lui non può farcela, deve ottimizzare ogni minuto facendo l’unica cosa che gli riesce: dormire! E non importa se la testa gli sbatte contro il finestrino ogni 2×3, non importa se la bava gli cola come un neonato post poppata, lui deve riposare, il biglietto lo ha pagato per quello.

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