Un viaggio sensa senso

Bon, chi mi conosce può solo immaginare quanto sia esaurito. E raccontando questa storia, l’unica domanda che viene da farmi è stata: “Perchè non ho fotografato le facce a metà tra la sorpresa e l’allibito di chi ha ascoltato questa follia?”. Bene la risposta è che magari di facce del genere ne vedrò ancora tante, e giusto per tenervi tutti tranquilli, butto giù due righe esplicative.

Quando la scrivania ti sta stretta, quando le persone più interessanti le scopri a qualche centinaia di km da casa tua, quando quel senso di insoddisfazione ti assale e ti fa perdere qualche ora di sonno, capisci che è arrivato il momento di buttare via tutto e ripartire da zero. Ho sfogato il mio essere instabile in parte nella musica, in parte viaggiando ma mai misurandomi in qualcosa che credevo fosse solo mio.

Il viaggio, appunto, mi è sembrata la soluzione migliore per allontanarsi dalle solide quattro mura e mettersi in discussione, come si fa nei film più sempliciotti.

Australia, Canada ed India. Destinazioni che tra loro non c’entrano granchè ma che da sempre (a parte qualche chicca segreta) mi chiamano a raccolta, con dei segnali ciclici che ho sempre ignorato. Australia, raggiungere un amico illuminato, sarebbe stata un’ottima scelta. Ma siamo ancora troppo vicini (non in distanza eh!) agli standard europei che tanto mi tolgono il fiato. Canada, raggiungendo una parte di famiglia che conosco poco e male, ma a Dicembre, si sa, le temperature sono a dir poco proibitive.

L’India e le 4 “esse”

Direzione Asia, direzione India. Un posto che sa come colpire, che ti mette a dura prova se non ci vai con gli occhi del turista d’agenzia. Troppi segnali mi hanno portato a scegliere questa destinazione su altre. La voglia di “positivizzare il mio Karma” e approfondire una cultura che da sempre mi stuzzica hanno fatto il resto. Quattro “esse”, quelle delle Sensazioni, dei Sentimenti, dei Segnali, delle Sorprese. E per chi crede nel destino, capirà bene che se nell’ultimo mese ti propongono un mezzo lavoro in India, ti imbatti in 200 messaggi subliminali, in un amico che è appena tornato rinato ed in uno che ci va da sempre, in persone che lo vedono come “obiettivo di viaggio”, bene, tanto vale passarci le vacanze invernali. E poi, come sempre accade, l’ultimo giorno di lavoro ti buttano sulla scrivania una copertina di una rivista che sta per essere stampata, che ti prende a schiaffi e che conferma le tue scelte.

India

Bene per me l’India è questo: misurarmi e provare ad essere una persona migliore, magari più utile agli altri che a se stessi, più soddisfatta e completa.

E su questo, potete giurarci che ci metterò il 200%. Intanto, giusto per dare segni di vita, proverò a fare il fotografo e il videomaker (non me ne vogliano i professionisti) e di tanto in tanto, butterò giù quelle solite due righe che troppo spesso ho evitato di pubblicare.

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