Maledettissimo “mal di viaggiare”

Un post, una riflessione. Quando si parla di viaggiare la prima cosa che potrebbe saltare in mente sono immagini di un posto esotico paradisiaco, i profumi di un piatto prelibato, i suoni del mare o del vento tra le montagne. Senza ombra di dubbio, se lo si chiedesse in giro, ci sono tantissime persone che alla domanda “vivresti viaggiando?”, ti risponderebbero “dove devo firmare?”.

Ho iniziato a viaggiare relativamente tardi, e con un po’ di tempo, penso di riuscire a recuperare i luoghi di cui mi sono privato in questi anni. Ma una delle cose che sto scoprendo con meraviglia è contare le persone che, benchè stiano trasformando l’amore per le partenze in vero e proprio lavoro, siano tutte unite da quello che io chiamo il “mal di viaggiare”.

Attenti però a non intenderla come una malattia vera e propria, per me è molto più similare al mal d’Africa o alla saudade brasiliana. Un mix tra nostalgia per i posti visitati e la frenesia di comprare il prossimo biglietto, anche per una “destinazione ignota”.

E si manifesta come una malattia vera e propria quando ti annebbia i pensieri ed inizi a vivere in funzione della prossima destinazione. Una malattia che ho la fortuna di avere, che mi hanno diagnosticato un po’ di tempo fa e che per il momento non ho intenzione di curare se non viaggiando. E magari, curandola, riuscirò a riempire le pagine di questo diario virtuale. Intanto, ho deciso di partire stile flashback, raccontandovi dei posti che ho vissuto e che hanno contribuito alla malattia. Primo passo Malta, l’isola del silenzio e dell’ospitalità.

2 pensieri su “Maledettissimo “mal di viaggiare”

  1. Ma non è forse la malattia più bella del mondo?
    Spero non venga mai trovato un vaccino. 🙂
    Benvenuto Raffaele, non vedo l’ora di leggere i tuoi futuri post.

    Farah

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