Le 7 persone che non vorresti incrociare all’imbarco

I 25 voli nei ultimi 6 mesi mi hanno fatto riflettere su quanta gente vive l’imbarco in aereo come una vera e propria sfida contro tutti e tutto, a dispetto dei regolamenti e della buona educazione (che, ahimè, non puó essere regolamentata). Mi sono permesso di stilare una personale classifica su quei soggetti “mitologici” che meritano a pieno lo scettro di cultori dell’imbarco.

Il salta fila

Il salta fila é quella persona che, in un modo o nell’altro, deve passarti avanti, scavalcando almeno una decina di persone rispetto alla sua iniziale posizione. Spesso si scontra con l’uomo imbuto, di cui parleremo in seguito.

L’uomo imbuto

Basta un attimo e dove prima c’era il nulla, all’improvviso appare lui. L’uomo imbuto lo potrete riconoscere facilmente: spesso seduto fino all’ultimo momento, si alza appena aperto l’imbarco e, con indifferenza sfacciata, ti si affianca occupando ogni spazio vuoto disponibile (una sorta di tappa buchi).

L’eterno ritardatario

In questo mi ci rivedo in pieno. Hai l’aereo alle 20:30? Ma si, muoviamoci pure alle 20, che in mezz’ora fai tutto e ti toccherà pure aspettare. E invece, come sempre, corri come un pazzo arrivando senza fiato dalla signorina che gentilmente ti accoglie, ma che in realtà ti sputerebbe in faccia rimproverandoti di essere l’ultimo a chiudere le procedure.

La sindrome da valigia

Ma dico io, se non vi fidate, cucitevela addosso e spacciatevi per donne in gravidanza. Il fatto che la vostra valigia possa essere a qualche metro da voi, diciamo due cappelliere più giù, non può essere vissuto in maniera così disastrosa. Arriverete comunque nello stesso momento e, nella peggiore delle ipotesi, perderete cinque minuti in più che di sicuro non vi comprometteranno la giornata. Please, relax!

I megalomani della stampa

Faccio due copie per sicurezza, poi magari una la metto in valigia e una in borsa. Ma se poi mi imbarcano il bagaglio? Dai si, ne faccio ancora qualcuna così una la utilizzo, una la conservo sul volo (nel caso possa servire) e una la metto in cornice, giusto a ricordare quanto sono stato idiota a stampare 10 fogli della stessa cosa. E, ovviamente, anche per il ritorno facciamone altrettante, che questo genere di abitudini non si perdono mai definitivamente. La foresta amazzonica ringrazia.

I lamentosi

CINQUE, DICO CINQUE MINUTI DI RITARDO. Magari sono disposti ad aspettare 20 minuti al bar per un caffè e non 5 minuti di troppo in fila. E poi, non va bene che siano lenti, che bisogna prendere il bus per arrivare all’aereo, che i posti siano stretti, che fa troppo freddo/caldo, che si balla troppo, che schifo di volo, mai più con questa compagnia. E poi, ogni settimana, te li ritrovi li a fare la stessa fila di qualche giorno prima. Siete sadici o cosa?

Gli sprinters

Massimo rispetto per questa categoria di atleti che si batte da anni per partecipare ai giochi olimpici. Una corsa a chi arriva per primo; magari si scelgono i posti migliori o si anticipa quel vicino fastidioso che non faceva altro che spintonarti in fila. Sta di fatto che appena liberate le gabbie, eccoli li che scattano con la loro valigia dalle rotelle consumate pronti a mettere per primi il piede in aereo. Ragazzi, c’è una sorpresa per voi: se arrivate primi vincete solo una sudata gratuita e qualche applauso ironico da chi vi raccoglie per strada i documenti (tratto da una storia vera).

E voi, in quale categoria vorreste essere?

 

photo credit: Stuck in Customs via photopin cc

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